Un uomo con la cravatta

Sarò banale…il mio valore sono i figli..
…anche la moglie… ma come ho sentito dire una volta…
…con mia moglie… sempre degli estranei siamo…
e poi c’è mamma… una giovincella..

il mio papà… l’uomo con la cravatta.
portava la cravatta sempre…d’estate e d’inverno..a casa ed al lavoro..
anche di domenica..
ricordo alle elementari per la prima volta andai a casa di un amichetto di classe e con mio grande stupore scoprii che non tutti i papà avevano la cravatta…l’associazione cravatta=papà era cosi radicata in me da poter essere parte di un sillogismo.
Era un uomo moderato, riflessivo, paziente ma anche insofferente.. sembra una contraddizione ma assicuro che non lo è.

Amava il gioco degli scacchi e la musica, tanti libri e molta, tanta didascalia… Un uomo colto.
Sono 19 anni che non c’è più e se non fosse per le fotografie cartacee (i selfie e gli smartphone non erano in commercio) forse non avrei memoria del suo volto...ma la mia vita è continuamente permeata dalla sua presenza…anche a distanza di tanti anni.
Lo sogno spesso e sono i più belli.
Classe 1924, una famiglia in affanno, come il 90 % delle famiglie di quegli anni, un pizzico di guerra, prigioniero dei tedeschi, fuggì dalla prigionia e quando l’inferno terminò, fece di tutto per assicurare un futuro per se ed i suoi cari.
Completò tutto il ciclo scolastico da adulto culminato nella laurea in economia e commercio e l’iscrizione nell’albo dei commercialisti da sposato e con 3 figli. Insomma…un uomo tosto con tanta motivazione…
Ha contribuito al boom economico italiano degli sessanta e nel 1974 rilevò prima in parte e poi tutto il pacchetto azionario di un piccolo istituto di vigilanza sull’orlo del fallimento…
Sono in molti a ricordarlo…
In quanto a cravatte anche io non scherzo...