Vinili

Le padelle nere registrate da master analogici
sono la mia principale passione…
Le sigle che sintetizzano tali informazioni sono le seguenti:

AAD (Analogico - Analogico - Digitale). Questa sigla indica che sia le registrazioni originali, che il missaggio e il montaggio sono state ottenute in forma analogica, la masterizzazione in forma digitale.
ADD (Analogico - Digitale - Digitale). Questa sigla indica che le registrazioni originali sono state ottenute in forma analogica, il missaggio, il montaggio e la masterizzazione, invece, in forma digitale.
DDD (Digitale - Digitale - Digitale). Questa sigla indica che tutti i passaggi sono stati effettuati esclusivamente con segnali digitali

A me piacciono gli AAA
Suonano meglio del corrispondente digitale ma perché?
Perchè la registrazione analogica (su nastro magnetico per intenderci) non è compressa da algoritmi complicatissimi per ridurre le dimensioni del corrispondente file..
essa è in grado di riprodurre tutto il segnale registrato senza limiti.
Insomma suonano meglio, il range è massimo, il dr è massimo (dr e la differenza fra il picco piu alto e quello piu basso della risposta in frequenza) Il difetto più evidente dei sistemi di lettura analogici e che introducono elevate condizioni al contorno che modificano il segnale in uscita in modo sostanziale.. Per essere più chiari, il giradischi e il braccio ed il fonorilevatore (volgarmente chiamato testina), sono determinanti alla qualità dell’ascolto assai più di un giracd.
Le differenze fra i lettori digitali possono essere qualificati in “sfumature”, cosa ben diversa per le testine.
i vinili di oggi vengono stampati da file digitali compressi... non vi sono differenze nell’ascolto di un vinile o di un cd o di un file in alta risoluzione…in questo caso preferisco il digitale, giacche suona in maniera pressoché identica al vinile senza i difetti dello stesso (crick-crick, maniacale attenzione per evitare i graffi, breve durata di una facciata, settaggio del giradischi, etc)
i vinili di nuova edizione tratti da master analogici in commercio sono pochissimi ed è un mercato di nicchia per i pochi appassionati come me...inoltre la maggior parte di questi suonano musica jazz che non è la mia preferita..e il loro prezzo è in genere alto.
Mo.fi., Analogue production, Analogphonic, ma anche l’italiana Fonè (con la fi greca che non trovo sulla tastiera) sono solo alcuni di esempi di etichette che stampano vinili da master analogici.
Un chiaro esempio e il seguente stampato da master originali su nove dischi ad un'unica facciata alla velocita di 45 rpm…ovviamente ora è introvabile, nonostante sia una ristampa di non piu di 15 anni fa..

E poi vi sono i vinili d’epoca e questi sono i miei preferiti.
Un decca originale o un rca red label o un columbia o ancora telefunken sono il non plus ultra dell’ascolto anche con 50 anni e più suonati d’età.
Alcuni di questi raggiungono alte quotazioni sul mercato dell’usato, come il seguente:

alla fine degli anni 80 del secolo scorso i vinili erano in via di estinzione e per ogni registrazione, venivano stampate poche copie al mondo, giusto per le lampadine fulminate come il sottoscritto.
Alcuni Philips dell’epoca raggiungono quotazioni altissime e sono oggetto del desiderio di tanti appassionati attratti dalla grande qualità di registrazioni di quei vinili e dal loro valore collezionistico come il seguente: